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Arrivano segnali incoraggianti per l’industria automobilistica italiana e, in particolare, per lo stabilimento Stellantis di Pratola Serra. Il gruppo guidato dal CEO Antonio Filosa ha infatti confermato l’avvio imminente della produzione di un nuovo motore diesel “tutto italiano”: si tratta di un propulsore da 2.2 litri, dotato di tecnologia Mild Hybrid Electric Vehicle (MHEV).
La notizia, di grande impatto per il territorio, è stata divulgata dalla Fim-Cisl al termine di un incontro con i vertici aziendali. I sindacati hanno accolto l’annuncio con entusiasmo, definendolo “ottimo” per i benefici attesi in termini di volumi di produzione e occupazione locale, un vero e proprio raggio di sole per l’impianto irpino che ha attraversato momenti difficili.
Un diesel moderno per il futuro
Il motore in questione è il noto 2.2 litri Multijet, ma con un importante aggiornamento: l’integrazione della tecnologia ibrida leggera. Questa soluzione permetterà al propulsore di rispettare le future normative Euro 7, coniugando la tradizionale robustezza e performance del diesel con una significativa riduzione delle emissioni e un miglioramento dell’efficienza complessiva.
Già protagonista su veicoli commerciali di successo come Fiat Scudo, Peugeot Landtrek e Ram Rampage, il 2.2 MHEV è destinato a rafforzare la presenza di Stellantis nel segmento diesel, che al momento in Italia si concentra prevalentemente sui mezzi commerciali e su pochi modelli passeggeri come Alfa Romeo Tonale, Giulia, Stelvio, Fiat Tipo e alcune versioni di Citroën C5 Aircross e Peugeot 308. L’introduzione del nuovo propulsore garantirà un’offerta più moderna e competitiva per i clienti italiani.
Prospettive internazionali e futuro elettrico
Il progetto di Pratola Serra non ha solo un respiro nazionale. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia: già dal prossimo anno, lo stesso motore diesel sarà prodotto anche nello stabilimento Stellantis in Argentina, per rifornire i veicoli destinati al mercato brasiliano.
A lungo termine, le ambizioni per l’impianto campano non si fermano al diesel ibrido. Sebbene batterie e motori elettrici siano attualmente importati dalla Francia, non è affatto escluso, secondo quanto emerso, che Pratola Serra possa ambire in futuro a espandere le proprie linee produttive per includere anche componenti chiave della transizione energetica, posizionandosi come un polo strategico per il gruppo.









