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L’annata vitivinicola 2025 in Basilicata si presenta sotto buoni auspici. Secondo le stime regionali, la produzione complessiva dovrebbe registrare un aumento significativo rispetto al 2024, con una crescita stimata intorno al 40 per cento. L’area del Vulture Melfese – cuore pulsante della produzione di Aglianico del Vulture – conferma il trend positivo, anche se il quadro definitivo dipenderà dalle condizioni climatiche dell’ultima fase di maturazione. L’inverno mite e una primavera regolare, con buone precipitazioni e temperature nella norma, hanno permesso un ottimo sviluppo vegetativo della vite. Lo stato sanitario delle uve è giudicato buono nella maggior parte delle zone, grazie anche alla scarsa incidenza di malattie fungine. Le escursioni termiche estive, particolarmente marcate nell’area del Vulture hanno favorito una maturazione regolare dell’Aglianico, vitigno notoriamente tardivo. L’area del Vulture comprende numerosi comuni a forte vocazione vitivinicola. In particolare, Melfi, Rapolla, Barile, Rionero in Vulture, Venosa e Maschito sono tra i principali centri di produzione dell’Aglianico del Vulture. Anche se non esistono dati comunali ufficiali aggiornati per l’annata 2025, tutti questi comuni rientrano nel disciplinare della denominazione e rappresentano il cuore della produzione certificata. Ogni zona presenta microclimi e caratteristiche pedologiche uniche: dalle altitudini più elevate di Barile e Rapolla, ai terreni vulcanici profondi di Maschito e Venosa, fino alle esposizioni più favorevoli di Melfi e Rionero. Per il vitigno Aglianico, la vendemmia è prevista per la seconda metà di ottobre, in linea con la tradizione. Tuttavia, molto dipenderà dall’andamento meteorologico dei prossimi giorni. Eventuali piogge intense o sbalzi termici potrebbero compromettere l’equilibrio raggiunto finora e influenzare la qualità delle uve. Gli operatori del settore mantengono quindi un atteggiamento di cauto ottimismo: l’annata promette bene, ma sarà il meteo autunnale a decretarne l’effettivo valore. Un ulteriore segnale dell’importanza crescente di questa zona è arrivato con la recente nomina del Vulture a “Città italiana del Vino 2026”. Il riconoscimento valorizza non solo la qualità dei vini prodotti, ma anche il lavoro delle aziende, dei consorzi e delle comunità locali che animano i comuni del comprensorio.