Addio a Mauro Finiguerra, Toga d’Oro e “Architetto” del Foggia di Zeman: Lavello piange il suo illustre avvocato
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Il mondo della giustizia e dello sport lucano e pugliese si stringe in lutto per la scomparsa, avvenuta oggi, del grande avvocato Mauro Antonio Finiguerra, figura eminente del Foro di Melfi e originario di Lavello. La sua dipartita lascia un vuoto incolmabile, non solo per il cinquantennio di onorata professione forense, ma anche per il suo indimenticabile contributo al calcio. L’Avvocato Finiguerra, già appartenente al Foro di Melfi, nel 2022 aveva ricevuto dal Coa di Potenza la Toga d’Oro per i suoi cinquant’anni di attività.

Una Vita per la Giustizia e il Ricordo del Foro di Melfi

L’Avvocato Finiguerra ha svolto la professione forense per cinquant’anni, un periodo di radicali cambiamenti, come amava ricordare. “Quando ho cominciato la pratica nello studio di mio padre Attanasio, mi veniva raccomandato di controllare e spillare le ‘veline’ degli atti,” aveva raccontato in un’intervista, sottolineando come la tecnologia abbia modificato l’approccio alla professione, a volte sacrificando “il gusto dell’intuito giuridico.”

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La sua carriera subì una svolta prematura e dolorosa dopo la scomparsa del padre, quando si ritrovò a gestire i fascicoli dello studio: “Ho scoperto la più grande eredità che mio padre mi aveva lasciato: la rete di amici e di colleghi che gli volevano bene e lo stimavano.” Questa eredità gli permise di superare le difficoltà, godendo dei consigli di maestri del calibro di Carlo Russo Frattasi nel civile e di Achille Iannarelli e Aldo Morlino nel penale.

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Un capitolo triste della sua vita professionale è rimasto la soppressione del Tribunale di Melfi nel 2013, un evento che aveva definito come “il momento peggiore e più triste della mia vita professionale,” criticando aspramente scelte che non avevano tenuto conto della storia e della tradizione del Vulture-Melfese.

L’Epopea del Foggia Calcio e “Zemanlandia”

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Oltre alla toga, l’Avvocato Finiguerra si è distinto anche sui campi da calcio, seppur dietro la scrivania. Dal 1986 al 1994 ricoprì la carica di Amministratore delegato del Foggia Calcio, vivendo in prima persona la stagione più gloriosa della squadra, quella che portò i “Satanelli” dalla Serie C alla Serie A. Erano gli anni di Zdeněk Zeman in panchina, l’epoca della celebre “Zemanlandia”, e del trio delle meraviglie Rambaudi-Baiano-Signori.

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Il ricordo professionale più entusiasmante, però, era legato a una battaglia legale: la difesa della società Foggia Calcio nel 1986, coinvolta nel “Totonero bis”. Ricordava l’emozione di aver salvato la squadra dalla retrocessione, in un processo che lo vide al fianco di Vincenzo Siniscalchi.

Il Maestro Premuroso per i Giovani Legali

Chi lo ha conosciuto al Tribunale di Melfi o a Potenza ricorda la sua costante attenzione e predilezione per i praticanti e i giovani legali. Finiguerra era un mentore, un “maestro attento e premuroso” per i giovani colleghi, ai quali si augurava che rimanesse fermo il principio che, pur nelle contrapposte posizioni processuali, non ci sono avversari, ma solo leali contraddittori.

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Lavello e la Basilicata salutano un uomo che è stato un faro di integrità professionale, un custode della memoria storica del diritto e un protagonista indimenticabile di una delle pagine più belle dello sport italiano. Ciao, Avvocato. 🙏